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Le residenze d’arte di Adrian Paci e Renato Leotta

Le residenze per le arti visive selezionate dal gallerista catanese ed esperto di arte contemporanea Gianluca Collica per la nuova edizione del Radicepura Garden Festival sono focalizzate sullo sviluppo della tematica relativa al Mediterraneo. Le piante ne sono il tramite imprescindibile, stimolo e movente che sollecita gli artisti a creare progetti che coinvolgono culture diverse, scienze sperimentali, società, politica. Le piante stesse, dunque, diventano idealmente la finestra immaginaria che consente allo sguardo di superare ogni ostacolo, ogni parete e di posarsi senza sedimenti sulle cose del mondo.

Cosa aspettarci dalle residenze per le arti visive di questa edizione del Radicepura Garden Festival? Ve lo raccontiamo in cinque punti.

1. CHI SONO GLI ARTISTI SCELTI

Per questa edizione sono stati scelti due artisti. Il primo è Renato Leotta, artista giovane ma già famoso nel panorama artistico internazionale, che utilizza una poetica in grado di trasformare il reale ed oggettivo in un universo fatto di valori intimi e universali. L’artista realizzerà per la Fondazione un’opera dedicata ai temi fondativi del festival e, in generale, il suo lavoro trova origine nell’atto di osservare, usando il paesaggio come soggetto: come un archeologo del Reale cerca di identificare e circoscrivere una serie di immagini, riprodotte attraverso diversi media, che, seppur legate a un tempo e uno spazio determinato, rivelano un significato universale. Il secondo artista è Adrian Paci – albanese, classe 1969 nella cui poetica sono dominanti temi legati alla casa e ai legami familiari, al nomadismo culturale e alle dinamiche di controllo sociale. Egli svilupperà nuovi progetti, lavorando in stretto
contatto con il vivaio produttivo e con il parco botanico
presso la sede della Fondazione.

2. IL LAVORO DEGLI ARTISTI

Adrian Paci farà delle opere che hanno una forte relazione con il contesto del vivaio e il parco botanico. Renato Leotta sta invece ragionando intorno all’Internazionale di Acireale – una mostra che si svolse dal ’70 agli anni ottanta – e vorrebbe riproporre un format che rivisita la storia della mostra, attraverso il coinvolgimento di molti artisti e curatori che la frequentavano.

3. PERCHÈ SONO STATI SCELTI

I due artisti sono stati scelti da un’apposita selezione della Fondazione, che guarda alle figure che propongono la ricerca più attuale e interessante nelle arti visive. Ma soprattutto quelle che più siano in grado di dialogare con il contesto etneo. I due artisti, tra i più rappresentativi del panorama nazionale, sono idealmente degli innesti, corpi apparentemente estranei che apportano esperienze e visioni culturali diverse e complementari a quella specifica di cui si occupa il Radicepura Garden Festival.

4. IL LINGUAGGIO DEGLI ARTISTI

Il linguaggio degli artisti scelti per questa edizione del Radicepura Garden Festival o si basa su una lettura critica del contesto, affrontata su basi sociali, storiche, economiche politiche. E che hanno un atteggiamento che consente loro di confrontarsi e produrre idee, che derivano dalla lettura dei valori che il nostro territorio esprime.

5. GLI EVENTI DI PACI E LEOTTA

Si realizzeranno due eventi: per Paci si tratterà di una mostra più canonica con installazioni, foto, disegni e video, frutto della sua esperienza nel territorio etneo. Per Leotta invece il format è proprio l’oggetto della ricerca: il suo contributo artistico è l’opera, quindi è tutto da definire nella forma. Probabilmente sarà un evento che genererà un’opera condivisa con altri artisti, che rappresenterà la memoria e il simbolo del nuovo corso del premio, oltre a una serie di eventi che coinvolgeranno gli artisti e i curatori creatori delle edizioni passate della mostra acese.